Un mese fa si spegneva Marco Verticelli. Aveva 69 anni ed è stato uno dei protagonisti della politica abruzzese e un esponente di quella generazione della sinistra regionale che era passata dall'opposizione al governo.
Lo ricordiamo oggi con due brevi testi: un ricordo personale di Pino Casalena e una breve scheda biografica che ne ripercorre i principali incarichi politici.
In ricordo di Marco ad un mese dalla sua scomparsa, di Pino Casalena
Il primo ricordo che ho di Marco Verticelli risale alla primavera del 1974. Era la fine di aprile o l'inizio di maggio. Lo ricordo bene perché di lì a qualche settimana si sarebbe svolto il referendum per il divorzio, per il quale si voto' il 12 e 13 maggio.
Era una riunione della FGCI proprio per organizzare delle iniziative nelle ultime settimane di campagna referendaria.
La riunione era presieduta da Gianni Di Pietro, che in quel periodo stava portando avanti un lavoro di riorganizzazione e rilancio della FGCI. Anzi Gianni, credo proprio quell'anno, era stato destinato a quel compito dagli organismi regionali del PCI d'accordo con la Federazione di Teramo.
Io avevo appena compiuto 18 anni e Marco ne avrebbe compiuti 20 il 2 giugno dello stesso anno.
Negli anni della nostra maturità, questa differenza di età era sempre sottolineata da me per dire, con una certa dose di ironia, che lui era più vecchio di me di due anni. Lui con altrettanta ironia precisava che la differenza non era di due anni ma di un anno e nove mesi. Da allora abbiamo condiviso scelte e impegno per tutta la vita. Nel 1978 Marco succederà a me alla guida dell'organizzazione giovanile provinciale.
Ma già in quel primo incontro con Marco mi colpì, oltre la fluente chioma bionda che di lì a poco sarebbe diventato uno struggente ricordo, la sua arguzia nel riflettere sui fatti politici e la sua capacità di calare quelle riflessioni nell'azione politica concreta. Tale capacità si sarebbe ulteriormente sviluppata nel corso dell'excursus politico che Marco ha avuto soprattutto a cavallo degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000. Proprio in quel periodo Marco ha avuto ruoli e compiti politici di governo a livello regionale.
Il nostro è stato un rapporto che è andato molto al di là del legame politico. La nostra è stata un'amicizia sincera, vera, disinteressata. Disinteressata al punto che non sempre le nostre posizioni politiche tornavano a vantaggio dell'uno o dell'altro. Anzi non di rado è avvenuto il contrario.
Ma c'è stato un aspetto della personalità di Marco che lo rendeva speciale: come viveva le sue passioni.
La passione per la politica è cosa nota a tutti e non starò qui a dire quanto era grande. Ma forse ancora più grande era la sua passione per l'amicizia e per la vita. Due passioni che per lui si fondevano in un'unica esperienza esistenziale. Quando si organizzava una battuta di pesca ( altra grande passione ) o un viaggio, o semplicemente una cena, Marco sembrava tornare bambino, tanto era l'entusiasmo e la gioia di vivere quei momenti.
Altrettanto grande era l'affetto per i due adorati figli: Davide il maggiore e Stefano. Affetto e presenza che dopo la separazione dalla moglie, erano diventati ancora più forti. Anche di queste sue premure sono stato più volte testimone. Come sono stato testimone dell'amore grande e struggente per Cristiana che gli è stata vicina nell'ultima parte della sua vita. Di Marco potrei continuare a riempire ancora molte pagine: parlando di politica, di vita, di tante ore e giornate passate insieme per lavoro o per svago. Forse un giorno se troverò tempo, e soprattutto voglia, lo farò.
Per adesso mi basta ricordare un caro compagno, un caro amico. Vero, sincero e appassionato.
Teramo, 16 maggio 2023

Appena dopo la metà degli anni '70 (1976-1977), Marco Verticelli assume la carica di responsabile del Comitato Comunale del PCI di Roseto.
Nell'autunno del 1978 diventa Segretario provinciale della FGCI.
Nei primi anni '80 ('80-'81) diviene responsabile cultura della Federazione del PCI di Teramo. In quel periodo collabora come corrispondente con L'Unità e Paese Sera acquisendo la qualifica di pubblicista.
Dal 1982-'83 divenne responsabile del Comitato di Zona del PCI della Val Vibrata, mentre nella seconda metà degli anni '80 ricopre l'incarico di Responsabile del settore economico della Federazione provinciale di Teramo con particolare riferimento alla piccola e media impresa. Nel1991 viene eletto Segretario Provinciale del PDS, carica che mantiene fino alla primavera del 1993 quando assume l'incarico di Segretario Regionale del PDS.
Nel 1995 è tra i principali protagonisti della costruzione del Patto per l'Abruzzo, coalizione politico-elettorale, anteprima dell'ULIVO di Prodi delle elezioni politiche del 1996.
Si candida alle regionali nella lista del PDS per la circoscrizione di Teramo. Le elezioni vedono la vittoria del Centro sinistra con Antonio Falconio Presidente.
Diviene assessore regionale con molte deleghe, in particolare ai Trasporti e alle Attività produttive.
Nel 1996 gli viene conferita la delega di Vicepresidente della Giunta in sostituzione di Bruno Viserta che nel frattempo viene eletto al Senato per il PDS.
Si ricandida al Consiglio regionale nel 2000. Vince il centro destra ma Vertivelli viene eletto con quasi 13.000 voti di preferenze.
Dal 2000 al 2005 in qualità di consigliere di opposizione fa parte della Commissione Trasporti e Attività Produttive.
Si ricandida per la terza volta al Consiglio Regionale nel 2005. Viene ancora eletto con poco meno di 10.000 voti di preferenza. Di nuovo Assessore Regionale fino al 2008.
Nel 2009 si candida alle elezioni europee non viene eletto con quasi 35.000 voti.
L'ultimo incarico svolto dal 2014- 2017 è quello di presidente del CdA dell'Ente Porto di Giulianova.
